Decreto fiscale 2026: nuove misure per imprese e professionisti
È entrato in vigore il 28 marzo 2026 il Decreto Fiscale 2026 (D.L. n. 38/2026), provvedimento che introduce un pacchetto di misure in materia fiscale ed economica e correttivi alla legge di bilancio 2026. Tra le misure più rilevanti emergono interventi con un impatto diretto sulla pianificazione fiscale e sugli investimenti.
Credito d’imposta fino al 35% per investimenti 5.0
Previsto per il 2026 un contributo sotto forma di credito d’imposta destinato alle imprese che hanno presentato al GSE le comunicazioni previste per il credito d’imposta Transizione 5.0 e ottenuto l’attestazione di ammissibilità tecnica degli investimenti.
L’agevolazione consiste in un credito d’imposta pari al 35% dell’importo richiesto con le predette comunicazioni, per investimenti in beni strumentali inclusi negli allegati A e B (beni materiali e immateriali 4.0), con una maggiorazione legata ai costi sostenuti per adempiere agli obblighi di certificazione.
La misura dispone di una dotazione complessiva di 537 milioni di euro per il 2026.
Tempistiche e modalità di utilizzo
Entro il 30 aprile 2026, il GSE comunicherà alle imprese beneficiarie l’ammontare del credito effettivamente fruibile.
Il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, entro il 31 dicembre 2026, a partire dal quinto giorno successivo alla comunicazione suddetta.
Aggiornamento: tavolo di confronto sul credito d’imposta Transizione 5.0 del 1° aprile 2026
Si è tenuto ieri, mercoledì 1° aprile 2026, un tavolo di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) tra il Governo e le principali associazioni imprenditoriali, incentrato sul credito d’imposta Transizione 5.0 relativo all’anno 2025.
Nel corso dell’incontro, il Governo ha avviato un dialogo con le categorie produttive interessate, con l’obiettivo di valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive disponibili. In tale contesto, il Ministro Adolfo Urso ha annunciato un significativo rafforzamento della misura, ripristinando e potenziando le risorse fino a 1,5 miliardi di euro.
Per un approfondimento completo sulle novità introdotte, si rimanda alla consultazione della news dedicata.
Revisione dell’iperammortamento
Il decreto, in relazione alla disciplina della maggiorazione dell’ammortamento per gli investimenti in beni strumentali prevista dalla Legge di bilancio 2026, elimina il vincolo che subordinava il beneficio alla circostanza che i beni fossero prodotti in uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo. Con l’abrogazione di questo requisito, si amplia il perimetro delle spese agevolate.
La nuova formulazione si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026, indipendentemente dall’origine geografica del bene.
Micro-spedizioni extra UE: rinviato il contributo da 2 euro
Rinviata l’entrata in vigore del contributo sulle spedizioni di beni di modico valore provenienti da Paesi extra-UE.
La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, prevede un prelievo di 2 euro per ciascun pacco con valore dichiarato inferiore a 150 euro, nell’ambito della disciplina sulle cosiddette micro-spedizioni. Con l’intervento del decreto fiscale, viene stabilito che il contributo non si applicherà alle spedizioni effettuate prima del 1° luglio 2026.
Il differimento è stato disposto per consentire all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di completare l’adeguamento dei sistemi informativi, necessari per la gestione operativa del nuovo prelievo.
Imposta di bollo sui conti correnti
Introdotta una modifica all’imposta di bollo applicata ai conti correnti intestati a società, enti, associazioni, fondazioni e altri soggetti non individuali.
Con l’articolo 12 del provvedimento, l’importo dell’imposta passa da 100 euro a 118 euro.
L’incremento si applica agli estratti conto e ai rendiconti emessi a partire dal 28 marzo 2026, data di entrata in vigore del decreto.


