CONCORDATO BIENNALE E INVESTIMENTI 4.0: EFFETTI SULL’IPERAMMORTAMENTO

27 Gennaio 2026
L’adesione al Concordato Preventivo Biennale introduce regole specifiche sulle variazioni fiscali, con riflessi sull’iperammortamento per le imprese che investono in tecnologie 4.0

Nel quadro delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, il rapporto tra Concordato Preventivo Biennale e iperammortamento assume un rilievo centrale per le imprese che investono in tecnologie 4.0.

La Manovra ha reintrodotto il regime di iperammortamento, basato sulla maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi per il calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing, ai fini delle imposte sui redditi, in sostituzione dei precedenti crediti d’imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0.

Il beneficio è riconosciuto ai soggetti titolari di reddito d’impresa, ma si inserisce in un contesto normativo che richiede un coordinamento con le regole del Concordato Preventivo Biennale (CPB).

Effetti per le imprese aderenti al CPB

Il CPB, disciplinato dal decreto legislativo n. 13/2024, consente alle imprese di definire in via preventiva il proprio reddito imponibile per due anni, applicando solo le variazioni in aumento e in diminuzione esplicitamente previste dalla normativa.

L’attuale formulazione delle disposizioni non include l’iperammortamento tra le componenti rilevanti nella determinazione del reddito concordato. Ne deriva che, per le imprese che hanno aderito al CPB, la maggiorazione del costo dei beni agevolabili non trova applicazione con riferimento agli investimenti effettuati nel periodo di validità del concordato.

Implicazioni fiscali e operative

Per le imprese che hanno aderito al CPB per il biennio 2026-2027, o che stanno valutando l’opzione per le annualità successive, tale elemento rappresenta un aspetto rilevante nell’ambito della valutazione complessiva del regime fiscale applicabile.

Se da un lato il concordato biennale offre maggiore certezza nella determinazione del reddito imponibile e una gestione più stabile del carico fiscale, dall’altro la mancata rilevanza dell’iperammortamento può incidere sugli effetti fiscali connessi agli investimenti in beni strumentali 4.0 e in asset funzionali alla transizione digitale ed energetica.

Prospettive future

Questa impostazione normativa può determinare differenze di trattamento tra imprese, in particolare con riferimento alle scelte di investimento in tecnologie avanzate.

In tale contesto, si auspica in un intervento correttivo mirato a valutare l’inclusione dell’iperammortamento tra le variazioni ammesse nel reddito concordato, al fine di garantire maggiore coerenza tra strumenti di certezza fiscale e politiche di incentivazione degli investimenti.

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Link di riferimento Gazzetta Ufficiale

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