Credito d’imposta POS 2026: confermata l’agevolazione al 30% sulle commissioni per i pagamenti elettronici
Nel 2026 resta pienamente operativo il credito d’imposta sulle commissioni POS, l’agevolazione fiscale destinata a sostenere esercenti e professionisti che accettano pagamenti elettronici.
La misura, introdotta dall’art. 22 del D.L. n. 124/2019, consente di recuperare una parte dei costi sostenuti per le commissioni sui pagamenti con carte e altri strumenti digitali.
Beneficiari
Il credito d’imposta 2026 sulle commissioni per le transazioni effettuate tramite sistemi di pagamento elettronici è un’agevolazione destinata agli imprenditori e ai lavoratori autonomi che, nell’anno d’imposta 2025, hanno conseguito ricavi e compensi di ammontare non superiore a 400 mila euro.
Spese ammissibili
L’agevolazione riguarda esclusivamente le commissioni relative a pagamenti elettronici effettuati:
- da consumatori finali, ossia persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta;
- mediante carte di credito, carte di debito, carte prepagate oppure mediante altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.
Il credito d’imposta è calcolato sulle commissioni applicate dagli intermediari finanziari per l’accettazione dei pagamenti digitali, tra cui:
- commissioni variabili proporzionali al valore della transazione;
- eventuali commissioni fisse per operazione;
- canoni di servizio collegati alle operazioni con consumatori finali.
Agevolazione
L’agevolazione è pari al 30% delle commissioni addebitate sulle transazioni elettroniche.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, a partire dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa.
Un incentivo stabile alla digitalizzazione dei pagamenti
Il credito d’imposta sulle commissioni POS si conferma uno strumento strutturale di sostegno alle piccole attività, contribuendo a ridurre il costo dell’accettazione dei pagamenti elettronici e a favorire la diffusione di sistemi di incasso tracciabili.
La misura assume particolare rilevanza nel nuovo contesto normativo in vigore dal 1° gennaio 2026, che prevede l’obbligo per gli esercenti di collegare i dispositivi POS ai registratori telematici di cassa, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) e disciplinato dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 31 ottobre 2025.
Il collegamento avviene tramite una procedura digitale, disponibile dal 5 marzo 2026, nel portale “Fatture e Corrispettivi” e consente di associare i pagamenti elettronici ai corrispettivi trasmessi all’Agenzia delle Entrate, rafforzando la tracciabilità degli incassi.
In questo scenario, l’agevolazione rappresenta un supporto concreto per imprese e professionisti chiamati ad adeguarsi alle nuove regole e ai processi di digitalizzazione dei sistemi di pagamento


