Iperammortamento: allo studio correttivi normativi per l’ammissione di software cloud e servizi as-a-service tra gli investimenti agevolabili
Possibili novità in arrivo per le imprese che investono in digitalizzazione, con l’Iperammortamento che potrebbe presto aprirsi anche a software cloud e servizi “as-a-service”, sempre più centrali nei processi di innovazione e trasformazione digitale delle aziende.
L’indicazione emerge dalla risposta fornita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) all’Interrogazione parlamentare n. 5-05448, discussa presso la Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati.
Le criticità segnalate dalle imprese
L’interrogazione ha portato all’attenzione le perplessità espresse da imprese, professionisti e associazioni di categoria.riguardo alle recenti modifiche introdotte nella disciplina agevolativa del Nuovo Piano Transizione 5.0.
In particolare, l’esclusione dei software cloud e dei modelli in abbonamento “as-a-service” rischia di penalizzare molte aziende che oggi basano i propri processi di innovazione e trasformazione digitale proprio su queste tecnologie.
Si tratta di strumenti sempre più diffusi nel tessuto produttivo italiano, soprattutto tra PMI e imprese manifatturiere.che puntano a migliorare efficienza, integrazione dei dati e automazione dei processi.
Cosa potrebbe cambiare
Nella risposta all’interrogazione, il delegato MIMIT ha confermato che sono in corso approfondimenti con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per individuare eventuali soluzioni normative che consentano di superare le criticità evidenziate, compatibilmente con le necessarie coperture finanziarie.
Si tratta di un segnale importante che lascia intravedere la possibilità di un futuro ampliamento delle spese agevolabili.
Piattaforma GSE in fase di aggiornamento
Nel corso dell’interrogazione, è stato fornito un aggiornamento sullo stato di attuazione della misura.
Il decreto attuativo è stato firmato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy il 4 maggio 2026 e dal Ministro dell’Economia il 7 maggio 2026, per poi essere registrato dalla Corte dei conti il 18 maggio.
Nel frattempo, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sta adeguando le proprie piattaforme informatiche alle nuove disposizioni normative, con l’obiettivo di rendere operativo il sistema e consentire alle imprese di accedere agli incentivi nel più breve tempo possibile.
Semplificazioni e chiarimenti in arrivo
Tra i temi affrontati nell’interrogazione figura anche quello inerente gli adempimenti richiesti alle imprese e il ruolo dei soggetti certificatori.
Il Ministero ha ribadito che le procedure previste sono necessarie per garantire il corretto utilizzo delle risorse pubbliche e la verifica dei requisiti richiesti per accedere al beneficio fiscale.
Allo stesso tempo, è stata annunciata la pubblicazione di FAQ e ulteriori chiarimenti operativi per favorire un’applicazione più semplice e uniforme della normativa.
Cosa significa per le imprese
L’eventuale ammissione di software cloud e servizi “as-a-service” consentirebbe di allineare maggiormente il Nuovo Piano Transizione 5.0 ai modelli tecnologici oggi più utilizzati dalle imprese, ampliando le opportunità di accesso agli incentivi e favorendo percorsi di trasformazione digitale sempre più avanzati.


